Il Museo delle Meraviglie dello speziale Ferrante Imperato da Maiori (1523-1620) e il fiore che da lui prese nome

26.04.2026

di OLIMPIA GARGANO

I viaggiatori che alla fine del XVI secolo si recavano a Napoli avevano un motivo di attrazione in più, soprattutto se erano animati da interessi scientifici e in particolare naturalistici. In tempi in cui le collezioni di erbe, pietre rare ed esemplari zoologici erano conservate nelle dimore private di ricercatori e appassionati della materia, un nostro concittadino aveva allestito nel retrobottega della sua farmacia uno strabiliante museo di scienze naturali ante litteram, dove si potevano ammirare fossili, erbe, conchiglie iridescenti, pesci mummificati, pietre dalle virtù terapeutiche, unguenti, balsami dai profumi inebrianti e pozioni minuziosamente descritte in cartigli apposti su ampolle di ogni forma.

Ma l'attrazione principale era un esemplare di cui si favoleggiava in tutta Napoli e che richiamava folle di visitatori: appeso al soffitto, a testa in giù, un enorme coccodrillo incombeva sui presenti che restavano a guardarlo col naso all'aria.

Il farmacista in questione, anzi apotecario o speziale come si diceva allora, era Ferrante Imperato da Maiori. Il suo profilo è rimasto a lungo lacunoso, a partire dai dati anagrafici. Probabilmente influenzati dal titolo della sua opera, la maggior parte dei repertori enciclopedici indica Napoli come suo luogo di nascita.https://iqdc.eu/il-museo-delle-meraviglie-dello-speziale-ferrante-imperato-da-maiori-1523-1620-e-il-fiore-che-da-lui-prese-nome/

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